Quattro romanzi, quattro lezioni di marketing
Attingendo alla letteratura mondiale, le possibilità di ricavare insegnamenti preziosi per il marketing sono incredibilmente ampie. Per quanto i grandi romanzi non parlino esplicitamente di mercato, trattano temi ad esso strettamente collegati come desideri, promesse, identità e scelte. Senza saperlo quindi parlano anche di marketing.
Approfittiamo del grande successo nelle sale della sua trasposizione cinematografica per scomodare l’Odissea, classico greco, attribuito a Omero, dove Ulisse attraversa mari, mostri e incantesimi, ma non dimentica mai Itaca. Ogni marca dovrebbe avere la sua Itaca: una destinazione riconoscibile, una promessa capace di orientarne il viaggio. Strumenti e rotte possono cambiare; non la ragione per cui si è partiti.
Nel Don Chisciotte, classico spagnolo di De Cervantes, il protagonista è animato da una forte convinzione al punto che guardando un mulino vede un gigante. Anche il marketing trasforma lo sguardo: non vende soltanto oggetti, ma possibilità. Tuttavia, se l’immaginazione si allontana troppo dalla realtà, il consumatore si sente ingannato, perché la visione funziona finché mantiene la sua promessa.
Nel Grande Gatsby, classico americano, feste scintillanti e automobili lucide nascondono distanze sociali che nessuna ricchezza riesce a colmare. Gatsby, il protagonista ideato da Fitzgerald, costruisce un’immagine perfetta ma non una relazione autentica. È il destino delle marche che confondono la visibilità con la fiducia: possono attirare ogni sguardo e restare comunque sole.
Nel classico russo Anna Karenina, Tolstoj ci ricorda che ogni infelicità possiede una storia particolare. Lo stesso vale per i clienti: le motivazioni d’acquisto possono somigliarsi, le insoddisfazioni quasi mai. Ascoltare le differenze è il primo passo per costruire risposte pertinenti.
Sono solo quattro delle migliaia di lezioni che possiamo ricavare dalla letteratura, in cui però appaiono evidenti alcuni concetti fondamentali: sapere dove andare, trasformare senza falsificare, apparire senza smettere di essere, ascoltare prima di rispondere. Non sono forse i principi alla base di qualsiasi marketing?





