Il CEO vuole “più visibilità”. Tu sai cosa vuol dire
Nel corso della settimana succede sempre: qualcuno invoca “più visibilità!”. E in quel momento capisci che sta per iniziare la parte più delicata del tuo lavoro: trasformare un desiderio vago in un obiettivo misurabile. Perché “più visibilità” può significare tutto e il contrario di tutto: più traffico, più lead, più autorevolezza, più presenza stampa, più engagement… o semplicemente “voglio che ci notino”.
È qui che il direttore marketing mette in campo la sua arte marziale preferita: fare domande, restringere il perimetro e dare contorni netti a ciò che nasce come un’aspirazione. Certamente non per frenare l’entusiasmo, ma per dargli una forma. Perché senza una struttura solida, nessuna strategia può reggere.
E allora si inizia a scavare: visibilità presso chi? Con quale messaggio? Con quali risorse?
Domanda dopo domanda, prende forma una campagna, un piano editoriale, un progetto PR… insomma, un percorso concreto che trasforma i punti interrogativi in un unico punto esclamativo che è la campagna stessa (o i vari elementi che la compongono): un organismo vivo e vitale, che può essere monitorato, corretto e/o migliorato in corso d’opera.
Il CEO vede “visibilità”. Tu vedi direzione. In mezzo c’è tutto il nostro mestiere: trasformare un’intuizione in un risultato.





