Non perfetto, ma indimenticabile
Nella comunicazione di oggi, la perfezione è ovunque. Liscia, levigata, prevedibile. Talmente impeccabile da risultare, alle volte… invisibile. È qui che entra in gioco un paradosso interessante: ciò che rende un brand davvero memorabile non è l’assenza di difetti, ma la presenza umana.
Non parliamo di errori grossolani, sia chiaro! Ma di quei micro‑segni che rivelano personalità: una scelta grafica meno rigida, un tono di voce più spontaneo, una texture che non sembra uscita da un algoritmo. Sono dettagli che attivano un meccanismo potente: riconosciamo l’umano dietro il messaggio, e questo ci coinvolge di più.
È un fenomeno ben noto a chi lavora nella comunicazione: ciò che appare troppo perfetto rischia di sembrare anche distante. Ciò che mostra carattere, invece, crea vicinanza. Non è un invito al caos, ma all’emotività e all’empatia.
Qui entriamo in gioco noi. Quando un brand trova il coraggio di mostrarsi vivo — e di affidarsi a mani esperte — la sua storia smette di essere solo corretta e diventa indimenticabile. È quello che facciamo ogni giorno: dare forma a identità che non si limitano a comunicare, ma che riescono a farsi sentire.





