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Sexy Advertising

Pubblicità tra ironia, sesso e cattivo gusto: quale il limite?

La storia della pubblicità è piena di spot di cattivo gusto, provocazioni e promozioni al limite del divertissement, ma ultimamente sono apparse in giro alcuni adv che stanno facendo discutere più del solito. E non si parla solo di piccole aziende che vogliono scandalizzare per avere più luce con il motto "Che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli". Ha già fatto qualche giro online, ma la notizia che riguarda la nota marca Diesel divide l'audience tra ironia e sessismo: in India, a chi realizza una spesa maggiore di 150 dollari, verranno regalate come gadget i "Blowjob kneepads", ossia le comode ginocchiere per fare in modo che il sesso orale non provochi  indolenzimento agli arti inferiori. In realtà si tratta di una vecchia promozione che per qualche strano motivo è tornata ora a far parlare di sè. Che ne pensate?Altro brand del fashion, American Apparel, ha recentemente puntato sull'allusione sessuale per vendere... scarpe. Esatto: la campagna di comunicazione si articola in diversi scatti che poco lasciano all'immaginazione e che qualcuno ha già definito poco creativa perchè è "troppo facile farsi pubblicità in questo modo". Art director della campagna è Tony Kelly, il quale ha indubbiamente scattato delle bellissime foto... ma che magari per certe cose le scarpe sono l'ultima cosa a cui si pensa. Anche qui i dubbi sono tanti, si può prendere la cosa con leggerezza e sorridere oppure pensare che la creatività stia perdendo colpi.

A dare un taglio definitivo a un terzo caso è però è l'ASA, l'Advertising Standards Authjority inglese, che per il lancio del deodorante Lynx ha ricevuto un centinaio di denunce da parte di persone e associazioni che hanno trovato la pubblicità denigrante per la donna. Gli spot in questioni sono cinque annunci apparsi su Internet con la star di The Real Hustle Undercover e Celebrity Big Brother, Lucy Pinder. La modella britannica ha infatti posato per alcuni scatti, video e payoff dall'aria davvero poco innocente e con qualche slogan forse troppo provocante come "Cosa farà per farti perdere il controllo?", "Può farti perdere il controllo?" e "Metti alla prova il sudore prematuro". In realtà le pubblicità sono online dalla scorsa estate, ma le continue segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori hanno provocato una bufera sia sulla protagonista che sull'azienda che ha commissionato la campagna per theLynx Dry. Qui potete trovare ulteriori notizie sul caso (nonchè lo spot censurato), ma Lynx non pare scomporsi: qui sotto il video della prossima campagna, alla Axe style. Si prospettano nuove critiche...